L’Italia. Il declino economico e la forza del turismo

Fattori di vulnerabilità e potenziale competitivo di un settore strategico è un volume curato dal prof. Attilio Celant, realizzato con il contributo del Master in Economia e Management del Turismo della Sapienza Università di Roma e dei suoi sponsor.

Il volume nasce all’interno del Master in Economia e Management del Turismo della Sapienza Università di Roma, giunto alla sua ottava edizione, divenuto nel tempo, oltre che un punto di riferimento per l’alta formazione in campo turistico, un vero e proprio tavolo di lavoro permanente al quale partecipano studiosi, imprenditori, amministratori locali, liberi professionisti e politici.
La volontà di affrontare problematiche sempre nuove, di porsi domande circa i limiti e le possibilità di rilancio di uno dei principali settori dell’economia nazionale, e l’intenzione di proporre politiche di intervento, ha spinto il Preside della Facoltà di Economia Attilio Celant a proporre ad un gruppo di autori di collaborare ad un’opera forse unica in Italia. Un volume che osserva, scompone ed analizza il turismo sotto ogni singolo aspetto e sotto differenti punti di vista. Se è vero che il turismo è un settore trasversale, in grado di attivare un fenomeno indotto di tipo intersettoriale, allora è altrettanto vero che solo la condivisione e il confronto dialettico tra differenti attori turistici può portare ad idee e soluzioni.
L’Italia sta continuando la discesa libera cominciata alcuni anni fa con il peggiorarsi della posizione occupata nel rapporto WEF (World Economic Forum) sulla competitività, sia come sistema paese che sotto il profilo turistico.
Anche la classifica del 2008 pone l’Italia dietro i diretti concorrenti europei come Regno Unito, Francia, Germania e Spagna. Secondo le principali fonti statistiche internazionali (OMT-UNWTO), inoltre, peggiora anche la posizione occupata in termini di arrivi e presenze turistiche alle spalle dei concorrenti Francia e Spagna, e deve ormai difendersi da Paesi asiatici che si affacciano con prepotenza sul mercato turistico internazionale, come dimostrato dalla quarta posizione della Cina relativamente agli arrivi. Le ragioni di questo declino, più strutturali che congiunturali, sono descritte ed analizzate nella prima parte del volume: carenze infrastrutturali, un non competitivo rapporto qualità/prezzo, peggioramento dell’immagine del nostro Paese, e ancora lungaggini burocratiche, flessibilità dei contratti, criminalità organizzata, costo dell’energia, limiti dell’innovazione e della ricerca, microdimensione aziendale. Inoltre il turismo risente in modo diretto e indiretto di tutte le problematiche che affliggono in questa delicata fase storica il sistema Italia e che la congiuntura ha ulteriormente ingigantito. Se vi sono dei problemi è necessario trovare delle soluzioni idonee e rapide, e nel momento in cui questi problemi sono strutturali, ed è il caso dell’Italia, occorre porre rimedio attraverso condivisi interventi complessi, sistemici e multiscalari.
Molte scelte negli ultimi anni hanno peggiorato una situazione in parte già compromessa: ad esempio la riforma costituzionale del 2001 con la “devoluzione” della materia turistica alle regioni ha comportato la mancanza di unicità e rappresentatività che ad oggi manca all’Italia, come confermato dalla variegata presenza delle località italiane alle fiere sul turismo. Si deve rivolgere lo sguardo a chi, soprattutto la Spagna, negli ultimi anni è riuscita a far del turismo la principale componente del PIL, progettando interventi organici e innovativi. E’ necessario riconoscere le tessere che compongono il mosaico turistico per poi ricomporle al fine di ri-creare un’immagine unica di Paese che da troppi anni non sembra più esistere. Questo testo può fornire un contributo importante per ripartire, superare la crisi e far splendere ancora una volta il sole su chi vive e visita l’Italia.
L’obiettivo di questo lavoro è quindi riflettere sui limiti dello sviluppo turistico, per proporre politiche condivise da tutti i livelli operativi, pubblici e privati, arrivando ad ipotizzare la necessità di una regia turistica che permetta di beneficiare della sinergia pubblico-privato come consigliato da oltre cinquant’anni dai principali studiosi internazionali del fenomeno turistico.