Come aumentare la lucidità mentale curando l’alimentazione

I ritmi frenetici della società in cui viviamo, purtroppo, hanno portato l’italiano medio ad acquisire una serie di abitudini alimentari errate e dannose per la propria salute. In questo articolo, mi soffermerò solo su una delle conseguenze più evidenti di questa pericolosa tendenza: la diminuzione della lucidità mentale.

Dopo un’attenta ricerca, e dopo aver testato sulla mia stessa pelle le conseguenze di alcuni cambiamenti del regime alimentare, sono arrivato alla conclusione che una alimentazione corretta è una componente imprescindibile se si vuole avere successo nella propria vita universitaria o lavorativa. Alimenti come i hamburger di ceci vegetariani, possono essere un’ottima soluzione. Nel corso della giornata, infatti, le tossine in eccesso iniziano a farsi sentire e il nostro cervello perde brillantezza e reattività. A poco serve bere “un ultimo caffè” e fare la classica “piccola pausa”, se al nostro organismo mancano le giuste sostanze nutritive e se abbiamo accumulato troppe tossine.

Le regole da seguire

Ecco, allora, alcuni piccoli accorgimenti da seguire per restituire alle nostre facoltà mentali quella marcia in più che a volte vorremmo tanto avere:

  • Cercare il più possibile di non mangiare proteine animali nel pasto serale. Questo elemento è quasi sconosciuto alla maggior parte delle persone, ma posso assicurarvi che fa davvero una grande differenza. Prima di andare a dormire, infatti, è preferibile mangiare cibi leggeri (e possibilmente in piccole quantità), come i cereali integrali o le verdure.
  • Sostituire, almeno 2 volte alla settimana, le proteine animali a quelle vegetali. Questa alternanza fra proteine vegetali ed animali, infatti, permette al nostro organismo di variare il tipo di sostanze assimilate e di diminuire l’accumulo di tossine, che invece vengono prodotte in grande quantità quando mangiamo sempre gli stessi alimenti. Le migliori fonti di proteine vegetali sono: il seitan, il tofu e la soia.
  • Eliminare completamente i latticini e tutti i derivati del latte. A colazione, quindi, sostituire il latte vaccino con quello di soia, di riso o di avena. Per evitare, anche in questo caso, di intossicare il nostro organismo, è consigliabile alternare nella settimana questi tre tipi di latte. Questo punto, inoltre, verrà approfondito anche in un altro articolo in cui parlerò del rapporto alimentazione – gastrite.
  • Ricordare di bere circa un litro e mezzo d’acqua calda (a temperatura corporea) al giorno. In particolare, bere circa mezzo litro di acqua calda circa un’ora dopo i pasti principali. Così facendo, il nostro intestino riuscirà a digerire meglio e più in fretta, stancandosi molto meno. Un apparato digerente più riposato, infine, avrà un impatto eccezionale sulle nostre condizioni di salute, e la lucidità mentale aumenterà visibilmente.

Quelli che ho appena elencato sono solo alcuni fra gli accorgimenti che hanno fatto maggiormente la differenza nel mio caso, ed hanno migliorato molto la freschezza mentale di tutte le persone a cui ho consigliato di seguire una alimentazione corretta. I primi effetti benefici si manifestano solitamente entro due settimane, o in alcuni casi anche prima, a seconda del grado di “intossicazione” della persona. Spesso, se presenti, tendono ad alleviarsi anche disturbi dovuti al rapporto colite – alimentazione. Appare chiaro, quindi, che il modo in cui mangiamo è strettamente legato alle condizioni di salute, e non dovrebbe mai essere sottovalutato.

L’Italia. Il declino economico e la forza del turismo

Fattori di vulnerabilità e potenziale competitivo di un settore strategico è un volume curato dal prof. Attilio Celant, realizzato con il contributo del Master in Economia e Management del Turismo della Sapienza Università di Roma e dei suoi sponsor.

Il volume nasce all’interno del Master in Economia e Management del Turismo della Sapienza Università di Roma, giunto alla sua ottava edizione, divenuto nel tempo, oltre che un punto di riferimento per l’alta formazione in campo turistico, un vero e proprio tavolo di lavoro permanente al quale partecipano studiosi, imprenditori, amministratori locali, liberi professionisti e politici.
La volontà di affrontare problematiche sempre nuove, di porsi domande circa i limiti e le possibilità di rilancio di uno dei principali settori dell’economia nazionale, e l’intenzione di proporre politiche di intervento, ha spinto il Preside della Facoltà di Economia Attilio Celant a proporre ad un gruppo di autori di collaborare ad un’opera forse unica in Italia. Un volume che osserva, scompone ed analizza il turismo sotto ogni singolo aspetto e sotto differenti punti di vista. Se è vero che il turismo è un settore trasversale, in grado di attivare un fenomeno indotto di tipo intersettoriale, allora è altrettanto vero che solo la condivisione e il confronto dialettico tra differenti attori turistici può portare ad idee e soluzioni.
L’Italia sta continuando la discesa libera cominciata alcuni anni fa con il peggiorarsi della posizione occupata nel rapporto WEF (World Economic Forum) sulla competitività, sia come sistema paese che sotto il profilo turistico.
Anche la classifica del 2008 pone l’Italia dietro i diretti concorrenti europei come Regno Unito, Francia, Germania e Spagna. Secondo le principali fonti statistiche internazionali (OMT-UNWTO), inoltre, peggiora anche la posizione occupata in termini di arrivi e presenze turistiche alle spalle dei concorrenti Francia e Spagna, e deve ormai difendersi da Paesi asiatici che si affacciano con prepotenza sul mercato turistico internazionale, come dimostrato dalla quarta posizione della Cina relativamente agli arrivi. Le ragioni di questo declino, più strutturali che congiunturali, sono descritte ed analizzate nella prima parte del volume: carenze infrastrutturali, un non competitivo rapporto qualità/prezzo, peggioramento dell’immagine del nostro Paese, e ancora lungaggini burocratiche, flessibilità dei contratti, criminalità organizzata, costo dell’energia, limiti dell’innovazione e della ricerca, microdimensione aziendale. Inoltre il turismo risente in modo diretto e indiretto di tutte le problematiche che affliggono in questa delicata fase storica il sistema Italia e che la congiuntura ha ulteriormente ingigantito. Se vi sono dei problemi è necessario trovare delle soluzioni idonee e rapide, e nel momento in cui questi problemi sono strutturali, ed è il caso dell’Italia, occorre porre rimedio attraverso condivisi interventi complessi, sistemici e multiscalari.
Molte scelte negli ultimi anni hanno peggiorato una situazione in parte già compromessa: ad esempio la riforma costituzionale del 2001 con la “devoluzione” della materia turistica alle regioni ha comportato la mancanza di unicità e rappresentatività che ad oggi manca all’Italia, come confermato dalla variegata presenza delle località italiane alle fiere sul turismo. Si deve rivolgere lo sguardo a chi, soprattutto la Spagna, negli ultimi anni è riuscita a far del turismo la principale componente del PIL, progettando interventi organici e innovativi. E’ necessario riconoscere le tessere che compongono il mosaico turistico per poi ricomporle al fine di ri-creare un’immagine unica di Paese che da troppi anni non sembra più esistere. Questo testo può fornire un contributo importante per ripartire, superare la crisi e far splendere ancora una volta il sole su chi vive e visita l’Italia.
L’obiettivo di questo lavoro è quindi riflettere sui limiti dello sviluppo turistico, per proporre politiche condivise da tutti i livelli operativi, pubblici e privati, arrivando ad ipotizzare la necessità di una regia turistica che permetta di beneficiare della sinergia pubblico-privato come consigliato da oltre cinquant’anni dai principali studiosi internazionali del fenomeno turistico.

Turismo Italia: prevista la ripresa

Dal + 1% al +3%. E’ questo il margine di ripresa per il turismo 2010 previsto dagli esperti internazionali. L’organizzazione mondiale del turismo ha raccolto i dati.

Dal + 1% al +3%. E’ questo il margine di ripresa per il turismo 2010 previsto dagli esperti internazionali. L’organizzazione mondiale del turismo ha raccolto i dati: la ripresa interesserà innanzitutto le località dell’Asia, a seguire l’Europa e l’America con gli spostamenti a breve e medio raggio in pole position.

Per il turismo Italia si prevede la ripresa dei flussi di turismo organizzato per la fine del 2010, Italia favorita da un mercato internazionale di prossimità, con Germania, Francia e Spagna come utenze più frequenti, ma soprattutto da una grande quota di turismo interno al Paese pari a circa i due terzi dei movimenti turistici complessivi.

Dai dati e dalle previsioni degli esperti risultano fattori positivi, come una ripresa della fiducia dei consumatori. Questa è evidente se si dà uno sguardo ai numeri:

– le prenotazioni anticipate per le vacanze natalizie sono salite dal 13,1% del 2008 al 15,3% del 2009;
– tre milioni di partenze in più nel mese di dicembre 2009;
– oltre dieci milioni di italiani in partenza durante le festività natalizie, ponti dell’Immacolata e dell’Epifania compresi.

Una nota negativa però c’è stata: il clima quasi primaverile del Natale appena passato ha fatto calare la percentuale (-13,6%) di camere prenotate nelle località di turismo da neve.

La ripresa per il turismo Italia 2010 sta iniziando, ora bisogna solo aspettare il secondo semestre dell’anno per percepirne i risultati e raccoglierne i frutti.